Wald II
il cubo triplicato, chiaro e credulo,
è un segnico, minimo dattilo:
ma energiche demonie salterellano,
perle nude e gestuali, debilitate in ansia:
foglie ansimanti decretano aurore,
brumosi vermi, zanne in nicchie mobili:
un lento nano mi morde, che, agile,
rauco trasceglie mondi seduttivi:
fervide rughe in maschere legnose
disperate mi negano, almeno, i miei amen:
Wald III
in bivio duro mi fecondo, cronico:
un sonno è un nastro, e in mezzo sta la brama:
minimo globo di morbi si espone
per le mie nubili zone di durezze, di arazzi:
foreste amare. Ambre, ampolettine
blu e verdi sono zampe in alluminio:
è un lampo nerastro che qui domina l’aria,
rapido e logico, in monotona sete:
fervidi nomi, nei miei nodi chimici,
dispersi automi, sono sassi mitici:
edoardo sanguineti
https://youtu.be/MbLV4biUpCo
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