lunedì 21 gennaio 2019

Restando intesi che ancora mi sfuggono parecchi passaggi sul come si possano respingere immigrati senza nemmeno valutare se abbiano le carte in regola per ottenere lo status di rifugiato e senza che in tal senso si muova una piuma, penso che purtroppo queste masse umane che si muovono con mezzi di fortuna solcando acque agitate tengano in giusto conto l`alta probabilità di non riportare a casa la pelle, per usare un`espressione idiomatica triviale, anche perché i numeri ballano ma non mentono. Per arginare fenomeni migratori di questa portata non serve un muro contro muro e nemmeno un lassista laissez-faire, ma politiche utili ad armonizzare la realtà alla luce del precipitato secondo i classici dettami del determinismo

Scrivere 
 Scrivere come se non restasse più null'altro


Albane Gellé



giovedì 17 gennaio 2019

Di colpo ebbi un`illuminazione: l`alopecia era da attribuirsi alle troppe preoccupazioni della mente che affliggevano la vita da adulto. Pensai con trasporto a Budda. Passai rapidamente ad un altro argomento

https://m.youtube.com/watch?v=xELDqIyrtNA


mercoledì 16 gennaio 2019

Oltre l`incalzare degli eventi
ho visto il vostro sole sparire dalle orbite milioni di volte,
e orche baciarsi in quantità industriali



venerdì 11 gennaio 2019

oscuri passaggi porte magiche,
fermenti estetici e strani passatempi.
Comete ineffabili nel gorgo degli amanti



mercoledì 9 gennaio 2019

Furono mesi d’ozio e di relativo benessere, e perciò pieni di nostalgia penetrante.
La nostalgia è una sofferenza fragile e gentile, essenzialmente diversa, più intima, più umana delle altre pene che avevamo sostenuto fino a quel tempo: percosse, freddo, fame, terrore, destituzione, malattia.
È un dolore limpido e pulito, ma urgente: pervade tutti i minuti della giornata, non concede altri pensieri, e spinge alle evasioni.
Forse per questo, la foresta intorno al campo esercitava su di noi un’attrazione profonda.
Forse perché offriva, a ognuno che lo ricercasse, il dono inestimabile della solitudine: e da quanto tempo ne eravamo privi!
Forse perché ci ricordava altri boschi, altre solitudini della nostra esistenza precedente, o forse perché invece, al contrario, perché era solenne e austera come nessun altro scenario a noi noto.

 

Primo Levi § La tregua





lunedì 7 gennaio 2019

Sapevi di doverti svegliare prima che facesse notte altrimenti le ombre si sarebbero trasformate in un incubo e tu saresti scivolato in un oblio da dimenticare. Una sorta di tempistica vampiresca con armonie rimodulate, e un onirico coprifuoco demoniaco. Era un delirio eteroguidato dal sonno, lo sapevi benissimo, ma questi erano dettagli. E comunque non ti erano mai sfuggite le insidie della siesta al calar della controra