giovedì 20 aprile 2017

Anche perché i bei tempi sono passati, e oggi nessuno che abbia un minimo di cervello crede più alla storia della paccottiglia popolare che farebbe bene all`industria culturale tutta, al punto di fare ricadere benefici economici anche sulle cose più difficili e necessarie; la paccottiglia popolare che facciamo noi è talmente paccottiglia e così malamente popolare, talmente massiva e invadente che plasma la realtà in una forma incompatibile alla ricezione delle cose più evolute, e alla fine chi beneficia dei soldi generati dalla paccottiglia è solo la paccottiglia stessa, che cresce, cresce e travolge tutto, e credere il contrario è come credere che il moltiplicarsi delle cellule tumorali un un organismo possa mai portare beneficio alle cellule sane.

Andrea Piva ( L`animale notturno)



mercoledì 19 aprile 2017

Insomma, è tutta una giungla; in particolare quando hai deciso dal principio di non raccontare balle, nella consapevolezza che la verità possa essere bella pure quando è sporca (o sgrammaticata)

https://www.youtube.com/watch?v=0RaYF60LVP8



mercoledì 12 aprile 2017

Guardo quarantamila alberi che si perdono in lontananza e neanche un totalizzatore in vista, ma non ricevo in cambio né schiarimenti di idee né sentimenti profondi. Suppongo di essere totalmente radicato nei miei pregiudizi. Trovo i miei pregiudizi confortanti; trovo la mia ignoranza confortante. Non ho nessuna voglia di essere un uomo intelligente e fino a qui ci sono riuscito. Gli uomini intelligenti mi annoiano con la loro cultura, con il loro paio di occhi sapienti e profondi, con il loro vocabolario, con tutto quello che conoscono. Preferisco una stagionatura lenta. Troppi sono condannati dalla loro stessa ambizione e dalla loro intelligenza accumulata, dei loro conti in banca, dall'intelligenza dei risparmi e dei prestiti. Se c'è un segreto nella vita, quel segreto è di non tentare. Lasciare che arrivi da se: donne, cani, morte e creazione.


Charles Bukowski

https://www.youtube.com/watch?v=aGSKrC7dGcY


sabato 8 aprile 2017

pensare che la gran massa di stranieri senza visto turistico sia composta di delinquenti, o che tutto giri intorno al proprio ego o a qualche fatto di cronaca appreso alla rinfusa e senza approfondimenti, è come guardare siti porno per un paio d'ore e uscirne con l'idea che nel resto del mondo sia in corso un'orgia perenne in cui per qualche motivo che ci sfugge non siamo stati invitati insieme agli altri quattro disperati che vediamo sempre al bar


mercoledì 5 aprile 2017

"La memoria è un poeta, non uno storico"






domenica 2 aprile 2017

È sempre l'ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze.

Il cappellaio matto ( Lewis Carroll)



giovedì 30 marzo 2017

Colui che dubita

Sempre, ogni volta che
ci pareva di aver trovato la risposta a un problema,

uno di noi scioglieva, sulla parete, il nastro dell’antico
rotolo cinese
sí che svolgesse e
visibile apparisse
l’Uomo Seduto
che tanto dubitava.

Io, ci diceva,
sono Colui che dubita.
Dubito che
sia riuscito il lavoro che v’ha inghiottiti i giorni.

Che, quel che avete detto, se detto peggio valga tuttavia
per qualcuno.

Che lo abbiate detto bene e che forse un po' troppo
vi siate, alla verità di quanto avete detto, affidati.

Che sia ambiguo: per ogni possibile errore
vostra sarebbe la colpa.
Può anche essere troppo univoco
e allontanar dalle cose la contraddizione; non è troppo univoco?
Allora quel che dite è inutilizzabile. Le cose vostre sono
inanimate, allora.

Siete realmente nel corso degli eventi? Compresi con tutto
quel che diviene?
Siete ancora in divenire, voi? Chi siete? A chi
parlate?
A chi serve quel che state dicendo?
E, fra parentesi:
vi lascia sobri?
Si può leggerlo di mattina?
È anche congiunto al presente? Le tesi
davanti a voi enunciate son messe a profitto
o almeno
confutate?
Tutto
è documentabile?

Per esperienza? Di chi?
Ma prima di tutto
e sempre,
e ancora prima d’ogni cosa: come si agisce?
Pensierosi noi si considerava con curiosità
l'uomo Turchino dubitare dal quadro, ci si guardava e
da capo si ricominciava.


 Bertolt Brecht