mercoledì 22 aprile 2015

Forse io e te abbiamo un altro tempo.

Italo Calvino




domenica 19 aprile 2015

sul luogo del disastro

"Siamo annegati nelle acque del Canale di Sicilia. Tentati dal sogno e dalla necessità, siamo finiti in mano ai mercanti d’uomini, a scafisti senza scrupoli che, quale mercanzia inutile e rischiosa, ci hanno scaricato in mare. Siamo lentamente spariti tra i flutti e, da allora, ci siamo resi invisibili. Formiamo, adesso,  il ‘popolo degli annegati’ che abita i fondali del mare, tra la Tunisia e Lampedusa. Morti e invisibili al mondo, siamo tornati a fiorire alla vita nel corallo e nella spugna. Ci siamo fatti alcionaria e spirografo, fluttuanti gorgonie e praterie di poseidonia: ci conservano la sabbia, il granito e l’ossidiana. Alcuni di noi sono ancora mucchi d’ossa bianche, spolpate con piacere da donzelle e sciarrani. Siamo pasto di gamberi e perchie golose; il nostro cranio è tana e rifugio del polpo e della murena. Questo fa di noi candida semenza del mare che è vita, eternamente. "

http://www.stampacritica.it/Primo_Piano/Voci/2013/7/15_20.000_annegati_incontrano_il_Papa.html

giovedì 16 aprile 2015

Osservazione di J. London(apocrifa)

fingere di essere  sobri e misurati è la prima regola, da infrangere



lunedì 13 aprile 2015

Autotomia (Wislawa Szymborska)

In caso di pericolo, l'oloturia si divide in due:
dà un sé in pasto al mondo,
e con l'altro fugge.
Si scinde in un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.
Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.
Su una la morte, sull'altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.
Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c'è giustizia, eccola.
Morire quanto necessario, senza eccedere.
Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.
Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.
Da un lato la gola, il riso dall'altro,
un riso leggero, di già soffocato.
Qui il cuore pesante, là
 non omnis moriar ,
tre piccole parole, soltanto, tre piume di un volo.
L'abisso non ci divide.
L'abisso ci circonda.




venerdì 10 aprile 2015

La battuta "O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato"  di Groucho Marx è l'unica ascrivibile alla categoria "Quantistica"(o afrodisiaca. Coi termini faccio sempre una confusione del diavolo. Ah, no, ecco: metafisica, che è un passe-partout  buono per tutte le occasioni in cui ci sfugge il senso )






mercoledì 8 aprile 2015

Avrei pagato per capire il perché fossi segretamente convinto che il ballo sarebbe stato una pietra miliare nel mio futuro nella consapevolezza di non avere nessuna predisposizione in quel campo





venerdì 3 aprile 2015

Si sfogavano sull`onda del nervosismo di un momento sterzando di scatto e progettando svolte rocambolesche, per poi tornare sui soliti passi un istante piu` tardi. Erano cosi`. Ti bastava lasciarli cantare per vedere sciogliersi al sole quei desideri fasulli