Mi vengono soltanto racconti incompleti, sono tutti pezzettini, e io tento di unirli come posso, ma rimangono sempre pezzettini in surplus, vivi e vegeti, che si spintonano per entrare nel soggetto. Niente d'importante, solo tutta una vita, alla quale sono affluite e continuano ad affluire tante altre, ognuna con la sua canzone , quante acque rimescolate, quanti sedimenti; e senza uscire di casa, ogni cassetto che apro, ogni nuvola che vedo passare davanti alla mia finestra, ogni libro che mi metto a leggere esplode in mille pezzi, in cui si rispecchiano nuovi frammenti di vita: storie sbriciolate. L'unico finale un po' lieto di queste storie incomplete sarà il fatto di poterle consegnare un giorno a qualcuno che le riceva sorridendo fra le lacrime.
Carmen Martín Gaite
Nuvolosità Variabile
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"Il mio battesimo nel mondo delle lettere si era concluso.Quante immagini spesso contraddittorie invasero le notti seguenti durante le riflessioni e le insonnie! Spesso vedevo la sagoma di Farwell, nera e rotonda, inquadrata nel vano di una porta molto grande. Teneva le mani in tasche e sembrava osservare con calma lo scorrere del tempo. Lo vedevo anche seduto in una poltrona del suo club, con le gambe accavallate che parlavano dell' immortalità letteraria. Ah,l'immortalità letteraria. Altre volte scorgevo un gruppo di figure che si tenevano per i fianchi, come se ballassero la conga, e che si spostavano in lungo e in largo in un salone le cui pareti erano tappezzate di quadri. Balli, padre, mi diceva qualcuno che non vedevo. Non posso, rispondevo, i voti non me lo consentono. Avevo un quadernetto in mano e con l' altra mano scrivevo un abbozzo di recensione. Il libro si chiamava Lo scorrere del tempo. Lo scorrere del tempo, lo scorrere del tempo, lo scricchiolio degli anni, il baratro delle illusioni, l'abisso mortale delle ansie di ogni tipo eccetto l'ansia della sopravvivenza. Il serpente sincopato della conga si avvicinava inesorabilmente al mio angolo, muovendo e sollevando prima la gamba sinistra poi la destra, e allora riconoscevo Farewell tra i ballerini, Farewell che stringeva ai fianchi una signora della migliore società cilena di quegli anni, una signora con un cognome basco che purtroppo ho dimenticato, mentre luì a sua volta era stretto ai fianchi da un anziano il cui corpo stava per crollare, un vecchio più morto che vivo il quale però sorrideva a destra e a manca e sembrava godersi la conga più di tutti. Altre volte tornavano immagini della mia infanzia e della mia adolescenza e vedevo l' ombra di mio padre che scivolava nei corridoi di casa come una donnola o un furetto o meglio ancora un'anguilla rinchiusa in un contenitore poco adeguato. Ogni conversazione, ogni dialogo, diceva una voce, sono proibiti. A volte mi interrogavo sulla natura di questa voce. Era la voce di un angelo? Era la voce del mio angelo custode? Era la voce di un diavolo? Non ci misi molto a scoprire che era la mia stessa voce, la voce del mio super-io che guidava il sogno come un pilota dai nervi d'acciaio, era il super-io che guidava un camion frigorifero in mezzo a una strada in fiamme, mentre l' Es gemeva e parlava in un gergo che sembrava miceneo. Il mio Io, naturalmente, dormiva."
Roberto Bolano
Notturno cileno
https://youtu.be/IJmwY9GuFr4?si=DhlMB993p1GgkJcm
https://youtu.be/iCUoR1JzRHE?si=mnBIKGRFDlgep2DF
https://youtu.be/dmXP8c3eXz8?si=dcNB_TsXYHrx1p9W
https://youtu.be/ggIudEPBrtY?si=nlsMPhpp3toNHgpF
https://youtu.be/Gfr84ZWNW4g?si=9j1N422TS9JhLj2W
Nella foto: Roberto Dinamite


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