martedì 10 giugno 2014

all'improviso nel sogno mi venne un dubbio così forte che caddi dalla sedia. La Jugoslavia era stato l'unico esempio rilevante al mondo di interpolazione quasi riuscita tra mercato e socialismo. Grazie al paziente lavoro dell'entourage di Tito si era riusciti a cucire un crogiuolo di etnie garantendo a tutti parità di diritti, anche se le rivendicazioni non mancavano.Era persino garantita la piena libertà fottersi il cervello con qualsiasi tipo di culto. La produzione industriale era discreta(ricordo ancora l'immarcescibile spaventoso sachs del vecchio Dem Dem) e nei giochi di squadra quando erano in giornata le loro mosse sembravano guidate dalle mani degli dei. Ma a qualcuno quel discreto esempio in divenire al centro del mediterraneo andava di traverso alla luce dei progetti che andava covando. Per cui negli anni con un certosino lavoro diplomatico underground e una guerra di spie hanno fomentato istanze nazionalistiche di cui si sarebbe potuto anche fare a meno, arrivando a creare quel merdosissimo teatro di guerra dove purtroppo i serbi per difendere un principio sono cascati nella provocazione dei propri bassi istinti soffocando nel sangue quello che era stato una visione da coltivare.Appena mi lavai la faccia mi resi conto della fragilità del mio satori onirico, ma mi rimase comunque qualche ripensamento. Così mi accinsi a trascorrere un'altra giornata nella spasmodica attesa dell'inizio dei mondiali, in cui di certo non avrei fatto mancare alla Bosnia il mio calore di tifoso discreto


https://www.youtube.com/watch?v=aKdWkNDmVow






2 Commenti:

Alle 10 giugno 2014 14:03 , Anonymous Giò ha detto...

E la pasteta, dove la metti la pasteta che in Yugoslavia la mangiavano mentre noi eravamo ancora allo spuntì!

 
Alle 11 giugno 2014 01:06 , Blogger diamonds ha detto...


(veramente, piu` che alla pasteta, pensavo a Dražen Dalipagić, ma va benissimo anche quella per rendere l`idea)

http://youtu.be/S3RD7mqZpVc

 

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