Così Adamsberg cercava le idee: le aspettava, semplicemente. Quando una di esse veniva a galla sotto i suoi occhi, come un pesce morto che compariva a fior d'acqua, la raccoglieva e la esaminava, per vedere se aveva bisogno di quell'articolo in quel momento, per vedere se presentava un qualche interesse. Adamsberg non rifletteva mai, si limitava a fantasticare, poi a fare una cernita, come quei pescatori con il guadino che vedi frugare con mano pesante in fondo al retino, cercando con le dita il gambero tra i sassi, le alghe, le conchiglie e la sabbia. C'erano molti sassi e molte alghe nei pensieri di Adamsberg, e non di rado lui vi si impigliava. Doveva gettare molto, scartare molto.
Era consapevole che la sua mente gli fornisse un conglomerato confuso di pensieri ineguali e che non funzionasse esattamente così per tutti gli altri uomini. Aveva notato che fra i suoi pensieri e quelli del suo vice Danglard esisteva la stessa differenza che c'è tra quello scombiccherato fondo di retino e il banco ordinato di un pescivendolo. Cosa ci poteva fare? Alla fine, qualcosa ne cavava comunque, se solo aveva un po' di pazienza. Adamsberg usava così il suo cervello, come un vasto mare fecondo nel quale hai riposto la tua fiducia ma che hai da tempo rinunciato ad assoggettare
Fred Vargas
L'Homme à l'envers
https://youtu.be/CzXuetfebYQ?is=WOWkQ6itTqxL2ll8
https://youtu.be/_iaGcdlWk6k?is=HRdqPQWxXCYccbvh
https://youtu.be/QUeUah8uGMk?is=kdw58JvCa5jnOl8n
https://youtu.be/jWFb5z3kUSQ?is=HoHx9dxES5d6oUAu
https://youtu.be/8MjAGr09yWo?is=rP-kxl0Gk8d0Vm3M





