domenica 2 agosto 2026

L'altro nome della notte

 Reclinai il capo e provai a chiudere gli occhi nella speranza che il sonno finalmente mi ghermisse ma il trillo sordo del campanello resuscitò una realtà che andava dileguandosi. Si presentò come la rappresentante di una cordata di imprenditori che avevano metabolizzato l' idea che il mercato e in generale le quinte entro cui lo stesso recitava altro non fossero che un palcoscenico di un far west trasfigurato di cui gli sarebbe piaciuto conoscere la matrice. Era una sconosciuta stellare che sembrava in qualche modo conoscere le mie doti oblique in materia di inchieste. E in particolare desiderava, facendo da tramite, un reportage sullo stato di salute del giornalismo investigativo in Italia,, con relativa anamnesi. Ci accordammo per il cachet e mi lasciò un congruo anticipo per poi congedarsi baciandomi sulla fronte ( un vezzo, interpretai, tipico dei piani alti o della zona di provenienza ). Mi misi subito al lavoro e restai sveglio tutta la notte al computer per scoprire che i reporter investigativi nella nostra penisola non avevano avuto vita facile, per adoperare un eufemismo. Negli ultimi trent'anni si poteva sintetizzare che comunque quasi tutte le testate contassero al proprio interno almeno uno o due figure che seguivano piste su casi non ancora investigati dai giudici o dal mainstream e qualche volta grazie a loro era stato possibile portare alla luce qualche schifezza. Più di recente esisteva un'universalità di programmi televisivi che si accostava a casi più o meno freddi per rimettere tutto in discussione facendo leva sull'imperfettibilta degli processi o sui buchi neri delle indagini svolte. Ma al centro della scena c'era senza dubbio un format gestito da una redazione battagliera che da quasi sei lustri "rompeva le scatole" ( nella migliore accezione dell' espressione) al potere, ai delinquenti e ai comitati d'affari che si configuravano nella zona grigia, nati spesso dall' unione dei primi due soggetti menzionati, spesso incappando in false piste, ogni tanto commettendo qualche errore, tante volte scommettendo sul cavallo sbagliato, ma quasi sempre andando a disturbare il volpone di turno. In pratica erano una mina vagante in uno sporco  mondo del cazzo che(  sempre per citare hunter Thompson o Howard Hughes, non ricordavo bene) ti fa secco se solo gli dai una possibilità. Spensi il PC che era quasi l' alba, e visto che ero ancora vestito e che era troppo tardi per mettersi a letto, decisi di andare a prendere un caffè al self service del viale dietro casa. Nel tragitto mi chiedo da dove avrei dovuto cominciare per dare una forma a quegli avanzi di tornio che erano stati sputati fuori dallo schermo e se non stessi per caso infilandomi in un vicolo cieco pieno di niente e/o di uomini con un bastone. Un usignolo confabulava tra i rami forse per fare il verso ai miei pensieri confusi. In un auto parcheggiata si accendono i fari e sembra muoversi verso di me così lentamente da apparire quasi minacciosa. Non saprei nel caso cosa fare dal momento che non ho esattamente il piglio tipico dell' uomo d'azione; giusto qualche giorno fa ho temuto di avere un' embolia per colpa di un pediluvio durato un quarto d'ora di troppo. Partono tre colpi, e il secondo è quello che fa più male. Guardo il buco nella pancia e penso che forse se l' ambulanza arriva in tempo magari la cosa si risolve con un rattoppo e qualche bicchiere di vino, come nei racconti degli incidenti in campagna di cui parlavano vecchi zii dopo la  settima portata di un pranzo degli sposalizi di una volta 


https://youtu.be/vJYwG2whCJk?is=h7itqNBW5GUA4ECc



https://youtu.be/vNVuP5sjJXs?is=o94kj0a4LGD0qHxX


https://youtu.be/aBMG5LAtNqE?is=drlgY7LusN0OWTiN


https://youtu.be/Wy8I1JemdzU?is=S6sM6hbn7noNbBER


https://youtu.be/rmA7E8dR-Ik?is=w7y53ME6jU5gCUAa

https://youtu.be/RJfU8Iyo0vM?is=r7N_TLdqd5MzvYNE




Frame: Schatten di Arthur Robison (1923)

https://www.cinefiliaritrovata.it/schatten-nel-kammerspiel-dellinconscio/


https://youtu.be/1obklhQl1vw?is=TxoWcqsFk2193il9



sabato 1 agosto 2026

 Il nostro pensiero più profondo nasce a volte improvvisamente dal passivo stagnare della nostra vita, come la ninfea nel fango. Nel brulicare d'infinite sciocchezze e vanità, nell'inconsistente polverio che noi chiamiamo 'vita interiore', è a volte come un lampo momentaneo: le parole insulse e meccaniche, le incerte visioni corporee che il flutto limoso traeva con sé s'aggrumano e s'organizzano, prendono figura: è il mistero carnale d'ogni creazione, la luce che albeggia sul caos.


Sergio Solmi 


Meditazione sullo scorpione 


https://www.pangea.news/meditazioni-scorpione-sergio-solmi/


https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=2570625543395417&id=1045734327817473&locale=it_IT


https://youtu.be/IoKGHQ_wWec?is=3P3rc4u-xDNZZ8Gx


https://youtu.be/MQ6J4xHuMgc?is=TlDrktGNBkKV93kS


https://youtu.be/EvIc6vBxwDI?is=TcAFBZOfmao6GyZE

https://youtu.be/6jk7Zk3WI3Y?is=uSb6DJsI1Blaajv_


https://youtu.be/s70YeSQV6OU?is=pzflFjs98-Vr-sHN



https://youtu.be/XxVWqOdn150?is=HHQDp7L2UsZnnGSA




https://youtu.be/beOuR6Re7OU?is=9l24W1EG5-QEE4xi





martedì 28 luglio 2026

 


Così Adamsberg cercava le idee: le aspettava, semplicemente. Quando una di esse veniva a galla sotto i suoi occhi, come un pesce morto che compariva a fior d'acqua, la raccoglieva e la esaminava, per vedere se aveva bisogno di quell'articolo in quel momento, per vedere se presentava un qualche interesse. Adamsberg non rifletteva mai, si limitava a fantasticare, poi a fare una cernita, come quei pescatori con il guadino che vedi frugare con mano pesante in fondo al retino, cercando con le dita il gambero tra i sassi, le alghe, le conchiglie e la sabbia. C'erano molti sassi e molte alghe nei pensieri di Adamsberg, e non di rado lui vi si impigliava. Doveva gettare molto, scartare molto.
Era consapevole che la sua mente gli fornisse un conglomerato confuso di pensieri ineguali e che non funzionasse esattamente così per tutti gli altri uomini. Aveva notato che fra i suoi pensieri e quelli del suo vice Danglard esisteva la stessa differenza che c'è tra quello scombiccherato fondo di retino e il banco ordinato di un pescivendolo. Cosa ci poteva fare? Alla fine, qualcosa ne cavava comunque, se solo aveva un po' di pazienza. Adamsberg usava così il suo cervello, come un vasto mare fecondo nel quale hai riposto la tua fiducia ma che hai da tempo rinunciato ad assoggettare

Fred Vargas

L'Homme à l'envers

https://youtu.be/CzXuetfebYQ?is=WOWkQ6itTqxL2ll8

https://youtu.be/_iaGcdlWk6k?is=HRdqPQWxXCYccbvh


https://youtu.be/QUeUah8uGMk?is=kdw58JvCa5jnOl8n

https://youtu.be/jWFb5z3kUSQ?is=HoHx9dxES5d6oUAu

https://youtu.be/8MjAGr09yWo?is=rP-kxl0Gk8d0Vm3M


domenica 26 luglio 2026

  



Reminiscenza:

,

 Il racconto della pioggia nell' accademia dei sogni infranti,

Come in una vecchia storia sottaciuta o una leggenda ancora giovane.

Gli occhi di Tersicore

In astratto, il riflesso dell'Aleph in un ritratto di signora.


   Il tutto molto stroboscopico


Ed io ero Gordon pym,

nel mar delle salpe

o in un buco nell'acqua 



https://youtu.be/yEuTMx6NCjg?is=CxL68BhAJhp59HN4


https://youtu.be/g2nAZdSWp3s?is=iDxNiMqrXBPXzam5


https://youtu.be/HeVUNHIE2ps?is=hWWvIL230URDH4eC


https://youtu.be/F-DvqEHJvFA?is=fEm6SwH_ch7oMqHd


https://youtu.be/1J0fa0DZvaI?is=SVZceTvNWktS5eiz


https://youtu.be/dX3k_QDnzHE?is=7isc1fXPnAyUMlZQ


https://youtu.be/12OCJD6PbZo?is=DkINdORTi04PJWqH


https://youtube.com/shorts/3rgFKGMTVdE?is=BQzIdSVsM1PmBYGA




domenica 19 luglio 2026

 

capitalismo, calcolo facile

uno compra una tv enorme
+
uno dorme nel cartone della tv
=
win win

 

kapitalismus, einfache rechnung

jemand kauft einen riesigen fernseh
+
jemand schläft in dessen karton
=
win win

 

Michelle Steinbeck

https://www.nazioneindiana.com/2026/06/30/gli-uccelli-in-gabbia-cantano-di-piu/


https://www.alloradillo.com/fanfara-eugenio-montale/

https://youtu.be/d7at7p--lKI?is=kTNqU8y7xwp2HSRe

https://youtu.be/OaKj5GdnIn0?is=XD5wwBVToT4ui2-j

https://youtu.be/Ba6WjLLKH2Y?is=i_1kd9Iz3p0Qe7wg



In the gift: Benicio Del Toro


https://www.imdb.com/it/title/tt30144839/




giovedì 16 luglio 2026

 



Le piante pioniere 


La coscienza di Nemo


Un radiofaro


Tra la Via lattea e il blues


https://youtu.be/gaOm6p9Wu2M?is=HKORgXpwh6NLgJfX


https://youtu.be/WFvNNE-lJfE?is=PWPmuUAgXUpDf-6L


https://youtu.be/JSvkBA0WzsA?is=gdIb0yy5Wgp_ShU2


https://youtu.be/t35b3RCbvmI?is=IBFStMFOo8ldOWoG


https://youtu.be/2Lsv91ydpYc?is=TYHlhT8B03BStNNr


https://youtu.be/WlR9PJh6ZrA?is=9xpP8zM8er5E3hsn


https://youtu.be/jOuMfjKuQUc?is=MKkpxMXsMgENBctY


https://youtube.com/shorts/Da9FpOx2WTE?is=2HNDFGtFdpgpc1se




Frame: Alien


https://fanfare.pub/alien-layering-fear-d920a7c21dbe




lunedì 13 luglio 2026

 

Di ritorno da una gloria inesistente,
dopo aver fatto un passo verso di lei,
retrocedo a velocità indicibile,
allegro quasi come chi svolta l’angolo di una
strada invasa da una rissa,
piangendo di vergogna come l’adolescente
figlio di vedova sessantenne e povera
espulso dalla scuola serale in cui era borsista.
Sono qui,
dove sono sempre stato,
dove a stento c’è posto per restare in piedi.

La solitudine è un lampione abilmente lapidato:
su di essa mi appoggio.

La speranza è il cardine di una porta
della casa che gli uragani hanno
sradicato dalle fondamenta:
cardine-spiraglio attraverso cui entro ed esco
quando passo dal mai (mi hai amato) all’ancora (ti odio),
al nemmeno (mi ascolti) all’anche (mi taccio),
al tutto (mi fa male) al nulla (mi addolora).

Tuttavia, non importa.

I jet da trasporto supersonico coprono rapidamente
la distanza che separa Tokyo da Copenaghen,
ma con rapidità persino maggiore
io mi sposto a un punto situato a dieci centimetri
da me stesso,
in fretta,
molto in fretta,
in un batter di ciglia,
in un diecimillesimo di secondo soltanto,
a una velocità media di settanta chilometri l’ora,
che mi permette,
se i miei calcoli sono esatti,
di essere qui in questo istante,
quello dopo molto più lontano,
domani in un luogo a quasi mille miglia,
tra una settimana in uno qualsiasi
della sfera terrestre,
pur sembrandovi adesso irraggiungibile.
Cosciente di questa realtà,
molte volte faccio lunghi viaggi;
ma appena mi allontano di pochi millimetri
verso i destini più remoti,
la nostalgia mi morde dall’interno,
e ritorno alla mia postazione
al contempo allegro e triste
-come ho detto all’inizio:
allegro,
perché so che tu sei la mia patria,
amore mio;
e triste,
perché ogni patria, per coloro che la amano,
-in accordo con la mia personale esperienza di patria-
reca in sé margini da presidio.

Così,
rimango in te,
esploro a fondo le tue gambe e le tue braccia,
ascendo fino alla bocca, mi affaccio
sull’orlo dei tuoi occhi,
giro per il tuo collo,
discendo per le tue spalle,
cambio rotta per perlustrare i tuoi fianchi,
ricomincio da capo,
riposo sul tuo petto,
guardo le nuvole passare sulle tue labbra rosse,
dico addio ai passeri che ti sfiorano la fronte,
e se chiudi gli occhi anch’io chiudo i miei,
e mi addormento alla tua ombra come se fosse sempre
estate,
amore,
pensando vagamente
al mondo inquietante
che si staglia -impossibile- dietro il tuo sorriso.

(da Palabra sobre palabra, 1965)

Ángel González Muñiz

https://atelierpoesia.it/angel-gonzalez-1925-2008-testi-tradotti-da-francesca-coppola/

https://youtu.be/dubDXQxs_IQ?is=icp40baVkL0SAuJs


https://youtu.be/Q19xN0kS8ro?is=EprdVoDzLIuNh11s

https://youtu.be/EPB2fpedK8k?is=2r03BTP85xbNCECw

https://youtu.be/ePdOZ0bmoY0?is=faVDOx18cww2cy85

https://youtu.be/SHK1S9UnSKs?is=IPd_1wNeb8hD4zcv


https://youtu.be/4YglfxuG2x8?is=0MNLlnwNWfxU_Zfx





Sam Neill as Eugene Fitzpatrick ( in Until of end of the world )






https://www.midnightonly.com/2020/01/06/until-the-end-of-the-world-1991/